Archivio News 7-12/2008


Luglio 2008


L’Aurico di Villa Poggio Salvi

Il Moscadello di Montalcino commercializzato dalla Biondi Santi SpA

L’antico e “divino” Moscadello è stato in passato il fiore all’occhiello di Montalcino e fu lodato ed apprezzato da illustri personaggi, proprio come accade oggi al Brunello di Montalcino.

I primi riferimenti della presenza di questo vino a Montalcino risalgono al XIII° secolo e sembra che originariamente fosse una produzione esclusiva dei frati dell’abbazia di Sant'Antimo che coltivavano “di proprie mani”, cioè a conto diretto, una moscadellaia.

I Medici, reali di Toscana, prima del Santo Natale erano soliti chiedere dei campioni di Moscadello dei quali poi sceglievano la qualità e la quantità “che abbisognava la corte anche perché amavano provvedere per Roma, Napoli e oltremare”.

Nel 1540, in una lettera inviata da Venezia ad un amico, lo scrittore Pietro Aretino lo ringrazia elogiandolo per il dono di un “caratello di prezioso, delicato Moscadello, tondotto, leggiero, e di quel frizzante iscarico che par che biascia, morde e trae di calcio, parole che parrebbon la sete in su’ le labbra”.

Il pontefice Urbano VIII, nei primi decenni del Seicento, lo apprezzava “per la sua gagliardia e sapore” e con grande discrezione “solea spesso richiederlo per sé e per la sua Corte”.

Francesco Redi nel 1685 compose il “Bacco in Toscana” in onore ai migliori vini della regione, elogiandolo con questi versi:

Del leggiadretto,
del sì divino
Moscadelletto
di Montalcino.

E, a testimonianza della fama internazionale che aveva raggiunto, continua definendolo “Vin, ch'è tutto grazia” e destinato:

per le dame di Parigi,
e per quelle,
che sì belle
rallegran fanno il Tamigi.

Anche il poeta Ugo Foscolo, nel soggiorno fiorentino sul colle di Bellosguardo, durante il periodo più drammatico della sua vita, scriveva in una lettera indirizzata ad un amico: “la Quirina Mocenni Magiotti non è avara … mi regala panforte e parecchi fiaschetti di Montalcino di cui mi fo merito con chi viene a trovarmi quassu”.

Le malattie (oidio, peronospora, fillossera), tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, sterminarono le vecchie moscadellaie decimandone la produzione fino a farla diventare una curiosità enologica.

Tancredi Biondi Santi in una lettera del 1927 invita i “Signori Padronati a ripristinare le moscadellaie... posso con sicurezza dire che l’utile derivato da questo vitigno è molto buono, certamente mai inferiore del doppio di quello che si può ottenere coltivando altri comuni vitigni... ci pensino i Signori Padronati e con questa bona visione, ricca di belle speranze, si accinghino senza ulteriori indugi a ripopolare le pendici della nostra collina, arricchendola di un prodotto che fu vanto di Montalcino e che dovrà dare vita ad un’industria agricola piena di promesse e di frutti per tutti”.

Attualmente il Moscadello di Montalcino è stato riscoperto e valorizzato da pochissime aziende ed ancora meno son quelle che producono la tipologia “vendemmia tardiva”.

Ancora oggi, arrivati a Montalcino, è d’obbligo parlare di Moscadello. Ed infatti anche il Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia e l’Ambasciatore statunitense Ronald Spogli, in visita i primi di luglio a Montalcino per la questione del Brunello, dopo la conferenza stampa, hanno concluso la colazione con un calice di Aurico, il nostro amato Moscadello.

Villa Poggio Salvi

Aurico - Moscadello di Montalcino DOC vendemmia tardiva

Il colore oro antico con riflessi intensi, il profumo delicato di frutti canditi e albicocca, il gusto caldo, dolce ed armonioso: sono queste le caratteristiche che vogliono indicare il nome Aurico, moscato bianco passito di carattere elegante e fine che rappresenta per finezza i grandi vini da dessert.
Eccezionale Moscadello di Montalcino da vendemmia tardiva di uve Moscato. L'appassimento delle uve sulla pianta permette una forte concentrazione degli zuccheri dovuta alla perdita di acqua. Il mosto ottenuto dalla pressatura soffice delle uve fermenta direttamente in carati dove rimane in maturazione per 2 anni.

Altitudine:
450 metri
Uve:
Moscato bianco
Forma di allevamento:
sylvoz
Vendemmia:
tardiva, metà novembre, a mano in cassette
Appassimento:
sulla pianta
Vinificazione e maturazione:
il mosto ottenuto dalla pressatura soffice delle uve appassita fermenta in carati di rovere francese dove rimane in maturazione per 2 anni.
Affinamento in bottiglia:
minimo 6 mesi
Produzione annuale:
3.000 bottiglie


Luglio 2008


Vinoforum - Verticale Brunello Villa Poggio Salvi, Roma 13 giugno 08

Montalcino, una collina, un vitigno (il sangiovese grosso), e due splendide aziende:

  1. Villa Poggio Salvi, (versante sud ovest della “collina”), dove sono perfettamente integrate tradizione, modernità ed organizzazione aziendale, per dar vita ad un Brunello molto strutturato, ricco di colore e dall’elegante bouquet, che si apprezza fin da giovane. Villa Poggio Salvi, oltre al Brunello e Rosso di Montalcino, è una delle poche aziende che produce ancora l’antico Moscadello (Aurico). Completano la gamma dei grandi vini toscani il Chianti Colli Senesi (Caspagnolo), un Merlot toscano in purezza (Lavischio) ed un austero Sangiovese grosso da Monteriggioni (Tosco). Dalla costa arriva invece il Morellino di Scansano (Vaio) ed un fresco e fragrante Vermentino.
  1. Tenuta Greppo (versante nord est della “collina”) la storica azienda a cui si deve la nascita (Ferruccio Biondi Santi), la tipizzazione (Tancredi Biondi Santi) e la custodia della tradizione (Franco Biondi Santi) del Brunello di Montalcino. Il Brunello della Tenuta Greppo è un vino tra i più longevi al mondo, molto equilibrato e con una alta acidità, questo grazie anche alle caratteristiche pedoclimatiche, al clone di Sangiovese Grosso BBS11 (Brunello Biondi Santi n. 11) ed alle tecniche di vinificazione perfezionate in duecento anni di studi.

Sono queste due aziende i pilastri su cui poggia la Biondi Santi SpA, una società la cui mission è “coniugare tradizione e nuove esigenze del mercato” con una strategia distributiva indirizzata alle enoteche, ai ristoranti, agli importatori di alto livello e con una crescente attenzione al fenomeno del collezionismo.

Vittorio Fiore, enologo tra i più capaci e geniali della penisola e consulente di Villa Poggio Salvi, ha condotto l’ultima verticale del Brunello di Villa Poggio Salvi che si è tenuta a Roma il 13 giugno 2008.

La degustazione ha confermato le ottime potenzialità di invecchiamento e l’armonico sviluppo evolutivo della “perla” di Villa Poggio Salvi, un Brunello che dopo trentanni mantiene ancora tanta vivacità.

Ecco i risultati degli “assaggi” con l’invito a partecipare alla prossima verticale che comprenderà anche il Brunello della vendemmia 2003.

 

ANNATA 2001

Annata ottima. Primi mesi piovosi e freddi, estate calda e secca, settembre con qualche pioggia ristoratrice ad inizio mese.

Colore rubino intenso, con note granata; profumo ricco e complesso, con sentori di frutti rossi, spezie ed animali; sapore pieno, grasso, di gran volume e con ottima persistenza finale.

 

 

 

ANNATA 1999

Annata ottima, con andamento climatico favorevole: inverno freddo e piovoso, primavera calda e piovosa, estate calda con una pioggia ristoratrice a fine agosto.

Colore rubino granata intenso; profumo di grande complessità, con note di confettura di frutta rossa, fondi di cottura e spezie (cannella, tabacco e legni nobili); sapore pieno, con tannini in evidenza, ma ben maturi.

 

 

ANNATA 1995

Annata eccezionale, molto equilibrate le piogge e le temperature della tarda primavera e dell'inizio estate, agosto relativamente piovoso e con temperature relativamente basse. Ottimale il periodo prevendemmiale e vendemmiale. Vendemmia avvenuta tardivamente rispetto alla media.

Colore di un eccellente rubino granata; al naso note ancora fruttate, che si fondono nelle spezie (liquirizia, erbe aromatiche, noce moscata) e nelle note animali (cuoio lavorato, pelliccia); lunga persistenza aromatica.

 

ANNATA 1991

Annata ottima; andamento climatico favorevole, con primavera piovosa, estate siccitosa e calda. Periodo pre-vendemmiale in settembre piovoso ma senza grandi rovesci di pioggia.

Colore granata intenso; profumo ampio e variegato, con note speziate (tabacco da pipa, cannella, noce moscata); sapore pieno, con tannini in evidenza, ma ben supportati dalla struttura complessa e muscolosa.

 

 

ANNATA 1988

Annata eccezionale; andamento climatico ideale con forte piovosità in primavera, estate calda e asciutta, vendemmia fresca ed asciutta.

Colore ottimo; profumo intenso, variegato, leggermente ridotto, con note speziate e animali; sapore pieno, avvolgente, morbido, ma ben strutturato.

 

 

 

ANNATA 1985

Annata eccezionale, fra le migliori degli ultimi cinquanta anni. Andamento stagionale molto favorevole con primavera piovosa e calda, periodo vendemmiale asciutto.

Colore aranciato; profumo ben evoluto, con note di soia, tabacco, foglia secca; sapore asciutto ed austero, con trama tannica ancora fitta, ma vellutata.

 

 

 

ANNATA 1979

Il primo Brunello prodotto a Villa Poggio Salvi da Pierluigi Tagliabue con la partecipazione del grande enologo francese Michel Langlois. Ottima annata, con primavera piovosa, estate asciutta e calda, inizio settembre mediamente piovoso, vendemia asciutta.

Buona evoluzione del colore; profumo di caffè, fico secco, cannella, tabacco, foglia secca, pelliccia animale, cuoio; sapore morbido, vellutato, molto persistente.

 

 


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